sconfinati
inizitive maggio

Proposta educativa sul tema Sconfinati

Quasi la metà dei giovani italiani è razzista, diffidente nei confronti degli stranieri mentre solo il 40 per cento si dichiara "aperto" alle novità e alle nuove etnie che popolano il nostro Paese. E' lo sconfortante ritratto offerto dall'indagine "Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti" da cui emerge che il razzismo è un fenomeno tutt'altro che sradicato tra i ragazzi.

Questo è quanto emerge da uno studio promosso dall'Osservatorio della Camera sui fenomeni di xenofobia e razzismo e realizzato su duemila giovani.
Da sempre, ma soprattutto adesso, in questi tempi di forti migrazioni e d'instabilità politica e culturale la Caritas s'impegna nella difesa dei più deboli, dei loro diritti e soprattutto nella promozione di una cultura dell'accoglienza, anzi, di un'accoglienza che si fa cultura. Informare, sensibilizzare ed educare l'opinione pubblica, a partire dalle giovani generazioni affinché siano strumento di promozione di una nuova era, di una nuova società globale in cui siano rispettati i diritti umani di tutti, senza distinzioni di razza, sesso o religione.

Perché Sconfinati?
Abbiamo scelto di chiamarci Sconfinati perché il tema delle migrazioni non riguarda solo chi lascia la propria terra. Ha a che fare, invece, con gli equilibri e il dialogo tra persone e paesi, con le barriere che ci costruiamo, chiama in causa la visione del mondo di ciascuno di noi, ciò che desideriamo, ciò che faremo per le generazioni future.
Nel febbraio 2016 una missione di alcuni colleghi sulla rotta balcanica ha fatto nascere questo sito tematico e una serie di iniziative volte a sensibilizzare i nostri territori su questi argomenti che ci sono cari da sempre.

LA PROPOSTA


Attraverso un percorso di due incontri di due ore si dà inizio ad una riflessione su alcuni aspetti legati alle migrazioni.
Più precisamente nel primo incontro si riflette sulla propria storia famigliare, sulle cause degli spostamenti e attraverso un gioco di ruolo si promuovono empatia e conoscenza delle storie di chi si sposta.
Nel secondo incontro si continua a riflettere sull'immagine che si ha dell'altro e si riportano alcuni dati di realtà che fanno riflettere sulle ingiustizie all'origine degli "sconfinamenti" per passare poi a capire come siamo tutti in movimento e in costante contaminazione, nel bene e nel male.
Animondo è un gruppo di giovani volontari di Caritas Ambrosiana che, dopo varie esperienze di volontariato nel mondo, si è formato sui temi dell'educazione alla mondialità e si propone alle scuole e alle parrocchie della Diocesi per riflettere insieme attraverso il gioco e l'animazione. Per favorire le dinamiche di gruppo generalmente ci sono almeno due animatori ad incontro e preferibilmente sempre gli stessi nei percorsi.

METODOLOGIA

Per lo svolgimento delle attività viene utilizzata una metodologia d'animazione interattiva, volta non solo a informare o sensibilizzare su particolari tematiche, ma soprattutto a creare consapevolezza e proporre nuovi atteggiamenti e comportamenti.
Si propone ai destinatari di realizzare veri e propri laboratori di esperienza: avvicinandosi così in modo semplice e diretto ai temi proposti e ogni singolo partecipante, nei limiti delle sue possibilità, è chiamato ad esprimersi, educandosi all'ascolto e alla partecipazione.
Fondamentale risulta il coinvolgimento non solo dell'animatore ma anche delle figure di riferimento presenti, che vivono assieme ai ragazzi il processo di costruzione delle idee, partendo dal presupposto che i momenti di educazione risultano efficaci unicamente quando anche l'educatore stesso è in grado di mettersi in gioco, di com-promettersi.

COSTI


I costi vengono definiti di volta in volta in riferimento al numero d'interventi programmato.

Scarica il pdf con le proposte di Animondo

sostieniIl diritto di rimanere nella propria terra