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Ccambiamenti climatici

CAMBIAMENTI CLIMATICI

Il tema dei cambiamenti climatici ormai è sempre più urgente e non più rinviabile; due eventi recenti di risonanza mondiale come l'uscita dell'enciclica Laudato sì e la Cop 21 lo hanno ribadito con forza.

Il recente incontro di Parigi, denominato appunto Cop 21, forse non ha raggiunto i risultati sperati ma ha almeno permesso di concordare passi concreti per una politica globale che cambi direzione in modo più deciso prima che sia troppo tardi: in particolare, si è stabilito che l'aumento della temperatura media del pianeta debba essere contenuta ben al di sotto dei 2°, auspicabilmente entro 1,5°. Per ottenere questo obiettivo i Paesi dovranno ridurre le emissioni del gas serra il prima e il più possibile per arrivare a un equilibrio adeguato tra emissioni e rimozioni nella seconda metà del secolo; questo significa attuare la riconversione verso un'energia a basso contenuto di carbonio. I Paesi più industrializzati finanzieranno il trasferimento di tecnologie a basse emissioni di carbonio nei Paesi in via di sviluppo per un valore di 100 miliardi di dollari annui a partire dal 2020. Ogni 5 anni, a partire dal 2023, vi sarà una verifica sul raggiungimento o meno degli obiettivi.

La stessa enciclica papale Laudato sì ha richiamato l'attenzione di tutti sul tema affrontandolo in modo approfondito in tutte le sue cause ed implicazioni in termini etici, socio-economici e più strettamente ecologici.

Un sistema di vita che si basa sul consumo dei combustibili fossili porta, ormai lo si sa da tempo, all'effetto serra e al conseguente riscaldamento dell'atmosfera terrestre.

Sono infinite le conseguenze dirette e indirette di tale fenomeno; le più importanti le possiamo individuare nella variabilità sempre maggiore delle precipitazioni che causano lunghi periodi di siccità e alluvioni, a volte in regioni anche molto ravvicinate. Fenomeni di questo genere possono provocare la perdita di raccolti per intere stagioni o, peggio, in qualche caso per periodi anche superiori all'anno. Una delle conseguenze più gravi della siccità riguarda, inoltre, l'ambito igienico-sanitario, laddove la mancanza d'acqua causi malattie per l'uomo e per gli animali. E' facilmente intuibile come questi problemi si avvertono in modo più drammatico se si manifestano in aree già povere e con pochi strumenti, economici e strutturali, per affrontarli. Siamo di fronte al paradosso per cui le nazioni che hanno maggiormente beneficiato del consumo dei combustibili fossili, causa principale del cambiamento climatico, ne subiscono le conseguenze in modo molto minore rispetto alle aree che hanno avuto meno benefici ed ora si trovano a pagare un carissimo prezzo.

Il caso Etiopia, su cui ci soffermeremo in seguito, ne è un esempio emblematico.

La fusione dei ghiacciai provoca l'innalzamento del livello dei mari che possono erodere le coste e, in prospettiva, se non si pone rimedio in tempi rapidi, interi territori e città potranno essere sommersi. Già ora, alcune isole d'Oceania abitate da secoli dovranno essere abbandonate perché il rischio è imminente.

Si verificano, inoltre, sempre più frequentemente, dei fenomeni estremi come tempeste, inondazioni, ondate di calore e uragani improvvisi, che oltre a distruggere direttamente intere aree contribuiscono a creare condizioni di invivibilità che costringono allo spostamento temporaneo o definitivo, anche in questo caso, soprattutto nei contesti più deprivati.

Associati a queste situazioni che hanno origini più remote non possiamo non tener conto anche di quanto è conseguenza diretta dell'attività degli uomini come la deforestazione e la monocoltura che sono all'origine della desertificazione.

Non possiamo, a questo proposito, dimenticare il land grabbing, fenomeno che prevede l'acquisizione su larga scala di terreni di paesi in via di sviluppo, destinati spesso a monocolture, da parte di Stati e/o di multinazionali, che costringe popolazioni rurali a lasciare la propria terra, fonte di sussistenza primaria.

L'insieme di tutti questi fattori contribuisce a creare le condizioni che spingono verso la migrazione; a volte si tratta di uno spostamento temporaneo e interno allo stesso Stato ma, molto spesso, soprattutto nei paesi più poveri, dove diventa quasi impossibile il ripristino di condizioni dignitose di vivibilità, la migrazione è verso destinazioni ben più lontane e per sempre.

La stessa enciclica "Laudato sì" riporta al n.25: "E' tragico l'aumento dei migranti che fuggono la miseria aggravata dal degrado ambientale, i quali non sono riconosciuti come rifugiati nelle convenzioni internazionali e portano il peso della propria vita abbandonata senza alcuna tutela normativa. Purtroppo c'è una generale indifferenza di fronte a queste tragedie, che accadono tuttora in diverse parti del mondo. La mancanza di reazioni di fronte a questi drammi dei nostri fratelli e sorelle è un segno della perdita di quel senso di responsabilità per i nostri simili su cui si fonda ogni società civile."

Leggi un caso emblematico come quello della siccità in corso ormai dall'inizio del 2015 nel Corno d'Africa, ed in particolare, in Etiopia.

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