sconfinati
caritas_europa

Trovare soluzioni alle migrazioni

Pur riconoscendo la logica dietro la decisione straordinaria di utilizzare i finanziamenti umanitari dell'Unione europea all'interno dei confini UE, Caritas Europa teme che, affrontando questa crisi della solidarietà semplicemente come una crisi umanitaria, l'UE si arrenda ai populisti e ai mercanti di paura. Questo mette in gioco l'intero progetto europeo. Gli Stati membri dell'UE devono provvedere all'impegno di trasferire 160.000 persone e di trovare soluzioni in grado di restituire alle persone un futuro in cui credere!
"Sono ad Idomeni, con i miei fratelli e 5 nipoti tutti minori, da 10 giorni. La situazione è estremamente difficile. Non ho abbastanza cibo. Ho fame e non ho altri vestiti. Non possiamo curare la nostra igiene perché le strutture sono insufficienti. Non esiste un modo sicuro per continuare il nostro viaggio. Il confine è sostanzialmente chiuso anche per noi che fuggiamo dalla guerra. Io non so cosa fare. Mi sento senza speranza. Voglio solo ricominciare a vivere normalmente ", ha detto J. un 26enne siriano richiedente asilo, ad un operatore di Caritas Grecia due giorni fa a Idomeni.
Nel corso degli ultimi mesi, la Grecia è stato il punto di ingresso di migliaia di persone che, come J. e i suoi parenti, cercano protezione in Europa. Questo sta accadendo in un momento in cui il governo greco vive le tensioni della crisi economica e non è in grado di offrire un adeguato standard di accoglienza ai profughi bloccati nelle isole greche, ad Atene e al confine con la Macedonia. Caritas Grecia è testimone di questa drammatica situazione. "È una atmosfera molto tesa. Fa freddo, le persone stanno cercando il modo di accendere un fuoco per riscaldarsi. Mancano tende e cibo caldo. Molte famiglie con bambini hanno atteso per giorni alla frontiera", ha detto Evelyn Karastamati, coordinatrice nazionale della Caritas Greca.
I politici europei dovrebbero seguire l'esempio del popolo greco, che, nonostante gli importanti effetti delle misure di austerità, stanno offrendo comunque quello che possono per aiutare i rifugiati in difficoltà. "Le loro tasche potrebbero essere vuote, ma la generosità e la disponibilità del popolo greco è comunque straordinaria e capace di salvare molte vite", ha detto Evelyn Karastamati.
Il fallimento degli Stati membri nell'applicazione di un approccio globale e umano a questa situazione sta mettendo in gioco la credibilità dell'UE. La Grecia, la sua gente e tutti i migranti e rifugiati presenti sul suo territorio stanno pagando un prezzo molto alto. Ancora una volta, sono le persone più bisognose che subiscono l'assenza di una governance a livello Europeo. La Grecia non può rispondere da sola a questa emergenza. Questo è un problema europeo che richiede soluzioni europee. La solidarietà tra gli Stati membri è necessaria oggi più che mai per sconfiggere la globalizzazione dell'indifferenza e la crescita dei movimenti populisti. I fondi di emergenza Quick-fix da soli non saranno sufficienti. Al contrario, le soluzioni devono essere di lungo periodo. Pertanto, Caritas Europa invita i capi di Stato e di governo a non trasformare la Grecia in un campo profughi a tempo indeterminato e di prendere in considerazione le sue proposte:
ricollocare 160.000 persone, come concordato nel mese di settembre 2015;
• interrompere la costruzione di frontiere intorno alla Grecia e l'esternalizzazione della gestione della migrazione dal continente europeo in qualsiasi altro paese non UE;
affrontare le cause profonde della migrazione e consentire più canali legali per l'ingresso nell'UE;
definire le alternative a Dublino: sopprimere la regola del primo paese di ingresso;
promuovere una integrazione sostenibile: accompagnare chi arriva con politiche di integrazione efficaci.

Note
• Il 14 settembre, i ministri degli affari interni hanno adottato la decisione di trasferire dall' Italia e dalla Grecia 40.000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale.
• Il 22 settembre, i ministri degli affari interni hanno adottato la decisione di trasferire in aggiunta altre 120.000 persone in evidente bisogno di protezione internazionale dall'Italia, dalla Grecia e da altri Stati membri direttamente colpiti dalla crisi dei rifugiati.
• Ad oggi, solo 700 persone sono state trasferite.

Scarica il dossier di Caritas Europa su "Rifugiati e diritti umani" (english version)
Scarica il dossier di Caritas Italiana "Cacciati e rifiutati"
sostieniIl diritto di rimanere nella propria terra