sconfinati
Caritas a Fa la cosa giusta

CARITAS A FA' LA COSA GIUSTA

Sono stati 2.500 i visitatori di "Sconfinati", il gioco di ruolo sul tema delle migrazioni proposto da Caritas Ambrosiana a "Fa la cosa giusta!", la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili conclusasi ieri, domenica 20 marzo, a Fieramilanocity. Tra loro anche gli studenti di 50 scuole superiori di Milano e provincia. «Un bilancio più che positivo, migliore anche di quello che abbiamo registrato nelle edizioni precedenti», ha sottilineato Luciano Gualzetti vice direttore di Caritas Ambrosiana.
 
I visitatori all'ingresso dello stand hanno ricevuto l'identità di uno delle migliaia di migranti che cercano un futuro migliore in Europa, coi soldi (finti) hanno mercanteggiato un posto in barca con gli scafisti interpretati dai volontari di Caritas Ambrosiana, hanno dovuto scegliere se acquistare il cibo o il giubbotto salvagente. Poi sono saliti su una barca (vera) a bordo della quale è stata simulata con effetti di luce e suoni la traversata. Alla fine del viaggio qualcuno ha scoperto di non essere sopravvissuto. Chi si è salvato ha potuto fare domanda di asilo, ma in alcuni casi ha trovato davanti una barriera ancora più difficile da superare: la frontiera. A chi è stata rigettata la domanda è stato spiegato, sempre da volontari Caritas nei panni questa volta di funzionari delle commissioni territoriali delle Prefetture, che sarebbe dovuto tornare indietro. Tutto per gioco naturalmente, anche se quello che è stato messo in scena è esattamente ciò che accade davvero alle migliaia di persone giunte sulle nostre coste. Alla fine del gioco chi lo ha voluto, ha potuto conoscere come era andata a finire nella realtà la storia vera del migrante che ha interpretato.     
 
«Molti visitatori ci hanno detto che non immaginavano quanto brutale potesse essere il viaggio dei migranti. Nei commenti che ci hanno lasciato sui foglietti che consegnavano all'uscita hanno confessato di avere provato angoscia e sgomento e poi rabbia e afflizione quando si sono visti rifiutare la domanda di asilo. Ci auguriamo di aver aiutato le persone che hanno fatto con noi questo percorso a guardare ai migranti con occhi diversi» il commento di Luciano Gualzetti.

Caritas Ambrosiana vuole ringraziare gli operatori di Caritas Ambrosiana, delle cooperative del Consorzio Farsi Prossimo e tutti i volontari che hanno contribuito con tanto entusiasmo ed energie al successo dell'iniziativa che presto avrà altre repliche in diocesi di Milano e in giro per l'Italia.

  Parliamo di confine e di migrazioni contemporanee.
A noi piace pensare che un confine sia una soglia e non una barriera, un luogo verso cui allargare il nostro sguardo e non un muro, uno spazio aperto per la volontà, il desiderio e l'incontro.
Eppure il confine oggi si riduce a quello politico che segna l'uscita dal paese d'origine, il transito o l'arrivo in Europa. Con l'aiuto di intellettuali, politici e di chi opera quotidianamente nei luoghi di "confine", proveremo a regalarci uno spazio di pensiero condiviso.
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