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GUERRA

GUERRA E CONFLITTI

"Con il termine guerra viene definito quel fenomeno collettivo che ha il suo tratto distintivo nella violenza armata, posta in essere fra gruppi organizzati." Questa è la definizione che si può trovare sull'Enciclopedia Treccani e che una volta rappresentava effettivamente il fenomeno. Oggi la parola "guerra" racchiude un mondo di azioni, attori e conseguenze, molto più complesso e intricato. In primo luogo ciò che bisogna sottolineare è il coinvolgimento estremo della società civile: un tempo le battaglie si combattevano sul campo con due fazioni che a colpi d'armi da fuoco si distruggevano l'un l'altra. Oggi più dell'80% delle vittime dei conflitti armati sono civili, persone che al contrario dei fronti militari, sono evidentemente disarmate e non possono che subire queste immense barbarie nelle loro città, nelle loro case, vivendole sulla loro pelle. Sembra che nel mondo contemporaneo la vittoria nei conflitti intesa come distruzione delle armi e provviste del nemico sia diventato un aspetto secondario; l'obiettivo primario è mutato; è diventato la distruzione di tutto ciò che coinvolge la vita quotidiana, privata e pubblica, dei cittadini: radere al suolo tanto le proprietà private delle persone quanto i luoghi pubblici, come le scuole, gli ospedali, i ponti e le ferrovie, è diventato il nuovo simbolo di vittoria, una vittoria che si presenta quando l'identità del nemico viene sconfitta, anzi, quando viene completamente annullata, tramite una vera e propria distruzione dei suoi simboli sociali e culturali.

Oggi i conflitti sono estremamente complessi, prevedono la partecipazione ufficiale o ufficiosa di più parti, che spaziano dal livello locale e regionale a quello internazionale. Sempre più spesso si sente parlare di guerre per procura, ovvero scontri in cui terze parti hanno forti interessi, solitamente economici (per esempio per l'occupazione di un territorio strategico o ricco di risorse) ad appoggiare una delle parti in conflitto. Gli attori internazionali contribuiscono a rendere più veloce e distruttivo il conflitto, in quanto spesso sono anche gli stessi che riforniscono le parti in gioco degli armamenti necessari per continuare gli scontri armati. La guerra in Siria rappresenta un perfetto esempio di questo atteggiamento ad opera degli attori internazionali: dal 2013 e in molti casi senza dichiarazioni ufficiali, agenti esterni hanno contribuito (e contribuiscono tutt'ora) all'aggravarsi della guerra attraverso finanziamenti, la fornitura di risorse, di armi e di soldati stranieri, i veri e propri mercenari del nostro tempo.

Vista la distruzione totale a cui portano questi conflitti moderni, è inevitabile che le persone coinvolte, quando non compaiono tra le migliaia di vittime innocenti, decidono di allontanarsi dalle loro abitazioni, di migrare dove possono trovare una quotidianità meno paurosa e soprattutto meno pericolosa. Con i presupposti di case, scuole, uffici, fabbriche e infrastrutture distrutti, intere famiglie si spostano, in primis all'interno del loro Paese, diventando così sfollati interni; ma quando per sopravvivere questo non basta si spostano oltre i loro confini, arrivando così a bussare alle sempre più numerose porte di filo spinato che caratterizzano l'attuale linea generale dell'Unione Europea, la stessa UE che sul libero scambio di persone, risorse, capitali e servizi aveva basato la sua fondazione.

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