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Nana

La storia di Nana: dal Ghana alla Serbia

Il centro di asilo a Belgrado accoglie circa 200 rifugiati e migranti al giorno. Alcuni di loro restano solo un giorno o due passando per la Serbia, mentre altri rimangono per più tempo.
Non sono molti quelli che decidono di chiedere asilo in Serbia, poiché il Paese stesso non offre molte possibilità. Tuttavia, a causa delle politiche migratorie che bloccano chi proviene da paesi diversi dalla Siria, dall'Afghanistan o dall'Iraq e che vorrebbero continuare il loro viaggio verso l'Europa occidentale, molti sono costretti a rimanere in Serbia.
I migranti provenienti da paesi come il Sudan, Ghana, Gambia, Somalia, Pakistan, Etiopia e altri paesi vengono ospitati presso il centro di asilo di Belgrado.
Uno di loro ha scelto di aiutare i migranti in transito in Serbia. Si chiama Nana e proviene dal Ghana. Racconta però che non è un migrante economico, sebbene sia stato considerato tale per via della sua nazionalità. Ci spiega che era un membro della squadra nazionale di calcio, ma è dovuto scappare dal suo Paese perché è stato minacciato da un altro gruppo etnico che aveva già ucciso sua madre.
Non riusciva nemmeno a mettersi in contatto con le sue sorelle che vivono in Ghana. È in viaggio con suo fratello, che si trova nel centro di asilo di Belgrado. Spera di ritornare a una vita normale e ha deciso di lavorare al Centro di transito di Sid in Serbia.
Qui accoglie i nuovi arrivati, cerca di farli stare a proprio agio e spiega le regole del campo. Nessuno più di lui può capire cosa vuol dire dover scappare dalla propria terra con niente o quasi nella speranza di un futuro migliore. Se ci sono donne con bambini li accompagna al piccolo asilo dove i piccoli possono riscaldarsi e giocare con tanti fogli e matite colorate. Agli adulti spiega invece quali sono le possibilità. Se provieni dalla Siria, Afghanistan o Iraq puoi proseguire verso la Croazia e quindi l'Austria e la Germania.
Se invece sei di un'altra nazionalità non ti rimane che chiedere asilo in Serbia o affidarti ai trafficanti di uomini per cercare di passare i confini e arrivare nell'Unione Europea.
Il centro si affolla e si svuota continuamente. Solo chi non ha possibilità di proseguire si ferma, ma a Sid non c'è nulla e quindi quasi tutti fanno rotta verso Belgrado per capire quali sono le future possibilità.
Nana ha scelto di lavorare qui per ripagare l'ospitalità del Paese che lo sta accogliendo e sogna, un giorno, di poter tornare a giocare a calcio, magari nella nazionale Serba senza dimenticare però le difficoltà vissute da lui e dalle tante persone incontrate in questi mesi.
milica

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