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In fiera hai letto l'inizio...scopri com'è andata a finire

Abdullahi, Somalia
Progetto migratorio: Europa

Mi chiamo Abdullahi, ho 38 anni. Vengo da quel paese distrutto da anni di guerra civile che è la Somalia.
Sono partito a causa della guerra. È troppo pericoloso, tutti i giorni ci sono combattimenti, e uccidono le donne e i bambini, continuamente. Un giorno dei miliziani vennero a casa mia per assoldarmi, mi chiesero di uccidere delle persone per provare la mia obbedienza. Ma io non potevo farlo. Per questo sono scappato. Ho 9 bambini, e la mia famiglia è ancora a Mogadiscio. Per andarmene ho dovuto affidarmi a dei trafficanti che ci accompagnarono nel lungo viaggio attraverso il deserto. Ogni giorno credi di morire, ogni giorno devi pagare qualcosa per sperare di sopravvivere, ogni giorno pensi che il deserto ti possa inghiottire.
Non mi ha ingoiato il Sahara, spero non lo faccia questo mare che ora mi dicono che devo attraversare, su questa barca stracolma e malmessa, per arrivare in Europa. Là dove voglio andare per essere sicuro e poter far arrivare da me la mia famiglia.

Sono sopravvissuto al mare, ma sulla terraferma è stata un'altra odissea, mi hanno fatto foto e preso le impronte digitali. Mi hanno mandato nel nord dell'Italia.
Ho fatto domanda di asilo politico e ora da qui, anche se volessi, non me ne posso andare.
Ma alla fine è arrivato il riconoscimento della protezione umanitaria.
Vorrei portare qui, al sicuro, anche mia moglie e i miei figli.

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