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Ogibabo, Nigeria
Progetto migratorio: Europa

Mi chiamo Ogibabo, ho 28 anni e vengo da un villaggio della Nigeria.
Quando mio padre morì, avrei dovuto ereditare il suo terreno. Ma la polizia, in Nigeria, spesso approfitta delle situazioni come la mia, di chi è più giovane, e mi espropriò il terreno per fare un favore a una multinazionale. Ero rimasto senza nulla, e decisi di partire per cercare lavoro e una vita migliore in un altro Paese.
Dei conoscenti mi parlarono della possibilità di andare in Europa, pagai con i soldi che mi rimanevano una parte del viaggio e chiesi l'aiuto di un amico per avere un prestito, certo che con il mio lavoro in Europa sarei riuscito a saldare il mio debito.
Viaggiammo via terra per alcune settimane, e quando fu il momento di imbarcarmi per attraversare il mare che divide l'Africa dall'Europa, presero me e altri giovani nigeriani e ci spiegarono molto bene cosa avremmo dovuto dire.
Ci dissero di non raccontare il vero motivo per cui eravamo partiti, ma di raccontare la storia che ci suggerivano loro.
Io avrei dovuto raccontare questo: mio padre, avrei detto, era il capo del villaggio, e io ero destinato a succedergli. Ma quando mio padre morì, i miei zii avrebbero voluto prendere il potere al mio posto, e cercarono di uccidermi. Per questo ho dovuto scappare, per sfuggire alla morte.
Questo ero diventato da quel momento: Ogibabo, in fuga dai parenti che mi volevano uccidere.

Allo sbarco, a Lampedusa, vengo portato in un centro dove ci prendono le impronte digitali, ci fanno delle foto e ci chiedono la nostra storia. Io racconto di essere Ogibabo, in fuga dai parenti che vogliono assassinarmi. La polizia mi dice che non possono darmi l'asilo per questo, e mi dicono che dovrò tornare indietro.
Io non vogio. Non ho più niente, posso solo andare avanti.
Quella stessa notte scappo dal centro dove mi avevano portato. Non sono solo, con me ci sono altri connazionali, e anche altri. Proveremo a raggiungere la Germania e poi proseguire verso la Svezia o la Norvegia. Dicono che là c'è lavoro e si viva bene.

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