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In fiera hai letto l'inizio...scopri com'è andata a finire

Ismail, Eritrea
Progetto migratorio: Europa

Mi chiamo Ismail, ho 25 anni. Sono nato in Eritrea in una famiglia benestante.
Ho potuto studiare, frequentavo l'università.
Nel mio paese ogni ragazza e ragazzo che compie 18 anni viene arruolato al servizio militare obbligatorio, che dura almeno nove anni. Ma non gli studenti, loro sono esonerati.
A una certo punto successe una cosa strana. Ci avevano comunicato che tutti noi studenti saremmo dovuti entrare per un certo periodo nell'esercito per frequentare un corso tenuto dai militari. Noi eravamo studenti, non dovevamo entrare nell'esercito. Ci dicevano che entrandoci per questo periodo avremmo avuto diverse agevolazioni, e dopo il corso avremmo potuto riprendere le lezioni. Ma non era precisato se e quando saremmo potuti ritornare all'Università. Alla fine abbiamo capito che entrare nell'esercito non era più una proposta, ma che tutti eravamo tenuti a farlo. Senza possibilità di decidere. Ci hanno tolto le tessere universitarie, e un ufficio militare si è insediato all'interno della facoltà.
Alla fine, ho deciso di lasciare l'Eritrea. Sono partito dal mio paese per Asmara, da qui verso il Sudan e poi la Libia. È stato un viaggio tremendo, a piedi, senza nulla con me. C'erano altre persone con me.
Ci siamo imbarcati una notte, eravamo tantissimi. Ci abbiamo messo ore a partire, continuavano ad arrivare persone a gruppi e le facevano salire tutte, tutte. Non ci stavamo, abbiamo protestato, non potevamo partire così. Ma siamo partiti.

Ci hanno mandato a Varese, nel nord dell'Italia. La polizia, intendo. Ora sono in un centro per richiedenti asilo, ho ricevuto la protezione internazionale e qui mi stanno aiutando a imparare l'italiano. Mi aiutano a fare i documenti e a vivere qui. Mi piacerebbe continuare a studiare all'università.

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