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In fiera hai letto l'inizio...scopri com'è andata a finire

Isaias, Eritrea

Mi chiamo Isaias e ho 22 anni.
Vivevo in Eritrea con la mia famiglia. Mio padre era stato arruolato a forza nell'esercito. Eravamo molto poveri: due dei miei fratelli sono morti di stenti. Io sono il maggiore dei figli e cercavo di darmi da fare per aiutare il resto della famiglia: cucinavo, curavo l'orto davanti a casa, stavo attento ai fratelli più piccoli. Quando divenni maggiorenne avrei dovuto entrare nell'esercito anche io, ma disertai. La mia famiglia aveva bisogno di me per sopravvivere.
Quando però vennero a cercarmi, decidemmo di scappare. Una notte partimmo, affidandoci a dei trafficanti, delle persone che conoscevo appena, sapevo che organizzavano viaggi, alcuni amici erano già partiti per cercare una vita migliore in Europa. Queste persone ci chiesero molti soldi per attraversare il Sudan e arrivare in Libia, ma non sapevamo che fosse così dura. Ci chiesero ancora soldi per imbarcarci e farci attraversare il Mediterraneo e arrivare in Europa. Ci dissero come comportarci, che allo sbarco la polizia ci avrebbe fatto una scheda con i nostri dati e le foto. Noi avremmo dovuto evitarlo, e poi avremmo dovuto scappare verso nord.

Durante lo sbarco ci separarono. Perdo di vista mia madre e i miei fratelli. Decido di seguire lo stesso le istruzioni che ci hanno dato gli scafisti, non voglio fare richiesta di asilo qui, il nostro obiettivo era andare in Germania. Arrivo, dopo alcuni giorni a Milano, alla stazione centrale. Lì, mi avevano detto, avrei trovato dei connazionali che avrebbero potuto aiutarmi. Ed è vero, li trovo in fretta. Loro mi conducono in un posto vicino dove ci sono accampati tanti, soprattutto eritrei. Ed è una gioia grande, perché qui trovo anche la mia famiglia: anche loro hanno seguito lo stesso percorso. Qui possiamo organizzarci, ci sono degli uomini che sanno molte cose, come fare per andare in Nord Europa, e ce lo spiegano. Il giorno dopo partiamo per la Germania.

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