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In fiera hai letto l'inizio...scopri com'è andata a finire

Mamadou, Costa d'Avorio
Progetto migratorio: Europa

Il mio nome è Mamadou, sono nato in Costa d'Avorio 24 anni fa.
Ho lasciato il mio villaggio quando i ribelli hanno sterminato la mia famiglia. Insieme ad alcuni amici, decidemmo di partire verso la Libia: allora era un Paese tranquillo e dicevano che si trovasse facilmente lavoro.
Il viaggio verso la Libia, però, fu molto più difficile di quel che pensavamo. Attraversammo il deserto, in balia dei trafficanti, a volte a piedi, camminando per molti giorni, a volte nascosto in furgoni. Qualcuno dei nostri compagni morì in mezzo al deserto.
Trovai un impiego, in nero, come tuttofare. Il mio padrone mi dava i pasti e un posto dove dormire, e anche protezione. Ma durante la guerra fu ucciso.
Un giorno mi trovarono senza documenti e mi portarono in prigione. Ci stetti diversi mesi, fu un'esperienza terribile. Quando fui rilasciato, decisi di scappare dalla Libia.
Mi imbarcai su un barcone di circa 300 posti. Usai quasi tutti i miei risparmi per pagarmi quel viaggio.

Allo sbarco, la polizia italiana mi ha mandato in un centro dove mi hanno preso le impronte, mi hanno fatto delle foto, mi hanno chiesto il mio nome e la mia nazionalità. Mi hanno chiesto se venivo per lavorare, e ho detto di sì, che avevo tanta voglia di lavorare e che ero capace di fare molte cose. Pensavo mi avrebbero dato un lavoro da fare, invece mi hanno dato un foglio con scritto che dovevo andarmene dall'Italia entro una settimana. Avrei dovuto, secondo loro, pagarmi un aereo per tornare in Costa d'Avorio.
Sono scappato dal centro e mi sono nascosto nelle campagne. Non tornerò a casa.

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