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In fiera hai letto l'inizio...scopri com'è andata a finire

Hiba, Siria
Progetto migratorio: Europa

Il mio nome è Hiba, vengo dalla Siria.
I miei genitori hanno origini palestinesi, ma io sono nata a Damasco 45 anni fa.
Nella vita ho preso due lauree, mi sono sposata, ho avuto due figli, ho divorziato. Quando è scoppiata la guerra lavoravo a Damasco come ingegnere e vivevo in una bella casa con i miei figli e mia madre.
Il giorno in cui scoppiò una bomba nel mio quartiere, le mie finestre andarono in frantumi e una scheggia colpì mia madre. Mentre lei moriva dissanguata in casa io, impotente, realizzavo che non potevo più restare a mettere a repentaglio la mia vita e quella dei miei ragazzi.
Ho preparato in fretta le valigie, mi sono messa in contatto con delle persone che conoscevo e nel giro di un paio di giorni avevo venduto tutti i mobili e gli arredi e avevo messo insieme i soldi per il viaggio. Dalla Siria siamo andati in Libano, dove però, per proseguire il viaggio, abbiamo dovuto alleggerirci abbandonando quasi tutti i bagagli.
La nostra porta per l'Europa è stata una spiaggia della Libia: lì siamo saliti su un barcone, ormai spogli di bagagli, solo con due borse e i soldi che ci restavano.

Siamo sbarcati in Sicilia, ma non so come si chiamasse quel luogo. La prima cosa che ho fatto, tenendo i miei figli per mano, è stato cercare la stazione dei treni e comprare dei biglietti per Milano. Così ho finito i miei soldi. Voglio restare in questa città, spero di potermi ricostruire una vita qui, di trovare un lavoro. So che Milano è il cuore economico dell'Italia, e le persone mi sembrano gentili.
In un centro di accoglienza, dove viviamo ora, mi hanno aiutato a fare richiesta di asilo politico. I miei ragazzi hanno appena iniziato ad andare a scuola e io sto seguendo un corso di italiano. Non vedo l'ora di potermi cercare un lavoro.

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