sconfinati
sconfinati_storie

In fiera hai letto l'inizio...scopri com'è andata a finire

Mohammad, Siria
Progetto migratorio: Europa

Il mio nome è Mohammad, vengo dalla Siria.
Ho 38 anni e viaggio con mio figlio che ha 14 anni. Vivevamo ad Aleppo, dove avevo un grande negozio. Vendevo vestiti, porcellane, un sacco di cose ma tutto è stato distrutto. La nostra casa e il negozio sono stati bombardati. Potevamo sentire i rumori dei bombardamenti ma non potevamo fare nulla per impedire quello che stava succedendo.
Siamo scappati appena abbiamo potuto. Abbiamo preso un autobus e ci siamo rifugiati prima in Libano, dove siamo stati per un periodo in un campo. E poi abbiamo ripreso il nostro viaggio, attraversando l'Egitto e arrivando in Libia.
Volevamo arrivare in Europa solo per poter vivere in pace. Solo per poter vivere. Volevo andare in un Paese dove poter trovare un lavoro e soprattutto dove permettere a mio figlio di studiare. Gli piace molto andare a scuola.
Ci siamo rimessi in viaggio, questa volta nelle mani di trafficanti. Il viaggio è durato alcune settimane, ma finalmente siamo arrivati al mare. Pensavo che, una volta attraversato il mare, il peggio fosse passato.
Ci hanno caricato come bestie su una barca vecchia e malmessa. Pensavo che non potesse nemmeno stare a galla.

Allo sbarco, in Sicilia, ci prestano i primi soccorsi, poi ci portano in un centro dove ci prendono le impronte digitali, ci fanno delle foto. Diciamo di essere siriani e raccontiamo la nostra storia.
Ci hanno fatto fare domanda di asilo politico, ora aspettiamo la nostra risposta. Dicono che probabilmente ci accetteranno in Italia. Per ora non posso lavorare, ma mio figlio può andare a scuola. Speriamo che sia un nuovo inizio.

Torna alla pagina delle storie


sostieniIl diritto di rimanere nella propria terra