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In fiera hai letto l'inizio...scopri com'è andata a finire

Sunday, Nigeria
Progetto migratorio: Italia

Il mio nome è Sunday. Ho 31 anni, sono nigeriano e cristiano. Quando io ero bambino i miei genitori si separarono e io andai a vivere con mia madre in un villaggio a circa due ore di strada dal mio villaggio natale dove mio padre ha continuato a vivere.
Diventato adulto ho trovato lavoro e mi sono sposato, un giorno però degli anziani del villaggio natale di mio padre sono venuti da me e mi hanno detto che mio padre era morto e che io sarei dovuto diventare re del villaggio di mio padre al suo posto.
I fratelli di mio padre però non erano d'accordo perché dicevano che il mio zio più anziano sarebbe dovuto diventare re al mio posto e insieme ai miei cugini sono venuti a casa mia minacciandomi di morte se avessi accettato la nomina.
Impaurito sono scappato in Niger con mia moglie e dopo aver lavorato alcuni mesi, ho chiamato mia madre che mi ha detto che i miei zii mi stavano ancora cercando perché gli anziani del villaggio impedivano la successione di mio zio perché l'erede al trono ero io, così, su suggerimento di un amico ho deciso di prendere mia moglie e di andare prima in Libia e poi in Italia.
Fu un'esperienza molto brutta. C'erano molti africani come noi che provavano a raggiungere l'Italia, tutti ammassati in attesa di imbarcarsi. Pagai quel che ci restava, per avere un posto su una vecchia barca da pesca.

Arrivati a terra, in Sicilia ci hanno detto, veniamo portati in un centro dove ci prendono le impronte digitali, ci fanno delle foto e ci chiedono da dove veniamo. Dopo un paio di giorni io e mia moglie veniamo portati a Milano, in un centro di accoglienza dove facciamo domanda di asilo.
Dopo quasi un anno dal nostro arrivo in Italia la Questura ci dice che la Commissione con cui abbiamo parlato alcuni mesi prima ci ha respinto la domanda e ci ha ritirato il permesso di soggiorno, …se volevamo, potevamo fare ricorso al giudice. Con l'aiuto di un avvocato abbiamo fatto ricorso, ed ora stiamo aspettando di sapere cosa sarà della nostra vita.

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