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In fiera hai letto l'inizio...scopri com'è andata a finire

Fatima, Siria
Progetto migratorio: Germania

Mi chiamo Fatima e sono una mamma siriana.
Sono stanca. Stanca di avere paura. Il mio Paese non esiste più, la mia casa, il mio quartiere, la mia vita non saranno mai più come prima. Non riesco a credere che sia successo a me. Queste sono cose che vedevo nei telegiornali e ora stanno succedendo a me, ai miei bambini.

Febbraio 2016:
Ora sono stanca di scappare, stanca di camminare, stanca di aspettare, stanca di questo freddo insopportabile. Nella notte siamo arrivati a Tabanovce con il treno. Prima abbiamo camminato, prima ancora ci hanno imbarcato su un gommone su cui, nella mia vita di prima, non sarei salita nemmeno per una gita.
A Tabanovce ci siamo fermati solo il tempo di scaldarci un attimo, mangiare qualcosa, cambiare i bambini e siamo dovuti subito ripartire. Abbiamo camminato per 4 km e abbiamo pagato un biglietto per arrivare a Preševo in bus. Ora siamo in fila per poter avere i documenti per attraversare la Serbia. C'è un sacco di gente, fa molto freddo e ho paura per i miei bambini. Ci dicono che dobbiamo pazientare, che devono controllare i passaporti e i bagagli, che presto ci faranno stare al caldo e ci daranno cibo e bevande calde. Ma questa attesa sembra non finire e la fila avanza troppo lentamente. Da qui riesco a vedere dei grandi cartelloni che indicano dove trovare vestiti, cibo… vedo anche che c'è un posto per i bambini… Chissà perché non ci permettono di entrare adesso che fa così freddo e i bambini rischiano di ammalarsi.
Speriamo che la fila non sia troppo lunga. Vorrei arrivare in Germania il più presto possibile per ritrovare un po' di normalità.

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