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In fiera hai letto l'inizio...scopri com'è andata a finire

Nadir, Iraq
Progetto migratorio: Germania

Mi chiamo Nadir, sono iracheno e sono un uomo molto triste. Triste perché alla mia età ho dovuto abbandonare la mia terra. Triste perché non so dove sia mio figlio e la sua famiglia. Triste perché dovrò vivere lontano dal mio Paese gli ultimi anni della mia vita.
Sono sopravvissuto a tante tragedie: il regime di Saddam Hussein, la guerra degli americani, il caos di questi ultimi anni…
Ma ora sembra che una maledizione sia scesa per colpirci tutti. Siamo dovuti scappare per non morire. Abbiamo attraversato frontiere a piedi. Ho dovuto dividermi da mio figlio per salire su un gommone in Turchia.

Febbraio 2016:
Quando sono sbarcato ho aspettato mio figlio per proseguire insieme, ma quando ho visto che non arrivava mi hanno convinto a proseguire il viaggio. "Fallo per lui" mi hanno detto. Ma ogni giorno prego di poterlo riabbracciare. Ho parlato con delle persone della Croce Rossa, mi hanno assicurato che lo troveranno, che pubblicheranno il mio appello in tutti i Paesi della rotta balcanica.
Ora cerco di scaldarmi un po' in questo tendone di Tabanovce dopo un lungo viaggio in taxi. Mia moglie piange e il pensiero di dover camminare per 4 km per passare il confine con la Serbia mi atterrisce.
La strada è ancora così lunga.
Spero di farcela ad arrivare in Germania, ma soprattutto spero che mio figlio e la sua famiglia riescano a raggiungerci. Non voglio altro.

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