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In fiera hai letto l'inizio...scopri com'è andata a finire

Rizwan, Pakistan
Progetto migratorio: Europa

Mi chiamo Rizwan. Sono nato in Pakistan, in un villaggio al confine con l'Afghanistan, 22 anni fa. Una volta nel mio Paese i talebani venivano considerati come degli eroi perché si sono opposti al dominio dei russi grazie anche alle armi americane. Oggi invece terrorizzano e uccidono la popolazione, secondo loro, per opporsi al governo filo-statunitense.
Un giorno un gruppo di loro si presentò a casa mia, volevano portarmi al di là del confine, sulle montagne, e addestrarmi a combattere. Mio padre disse che non c'ero, e quella notte stessa mi spinse a scappare: aveva contattato un conoscente che sapeva che c'era il modo di arrivare in Iran. Lui non era gentile e non si è perso in chiacchiere, mio padre mi ha dato i soldi per il viaggio e sono partito.
Mi sono ritrovato con altri miei connazionali a bordo di un camion, abbiamo superato la frontiera. Ho trascorso un paio di mesi tra Iran e la tappa successiva, la Turchia. Sopravvivevo facendo qualche lavoretto, ovviamente irregolare perché ero clandestino, e dormivo dove trovavo riparo. Finché incontrai altre persone che mi dissero che potevano farmi arrivare in Europa. Ho pagato ancora e mi portarono sulla costa, la nostra destinazione, ci dissero, era la Grecia. E da lì ci hanno imbarcato.

In Grecia, con un gruppo di connazionali e indiani per un periodo abbiamo trovato riparo in una stalla dove andavamo a dormire di notte. Ma in Grecia siamo stati più volte aggrediti da gruppi del partito neonazista. Venivamo aggrediti di notte mentre cercavamo riparo e a volte anche di giorno nelle strade più isolate, spesso accanto ai militanti c'era la polizia. A volte chiedevano di controllare i documenti e, siccome non li avevamo, ci picchiavano.
Ho deciso di ripartire. Ho trovato un altro contatto, ho pagato ancora e sono finito prima in Albania, poi in Montenegro, in Serbia e in Ungheria, in Austria, e così, alla fine, con i miei compagni di viaggio, siamo arrivati in Italia.
Ci hanno fermato quando avevamo da poco passato il confine. Ho fatto richiesta di asilo politico, hanno preso le mie impronte digitali e compilato i moduli.
La commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale mi ha da poco riconosciuto l'asilo.

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